Notiziona: il Partito radicale serbo (Srs), la creatura di Vojislav Seselj, si divide. Tomislav Nikolic, il luogotenente a Belgrado di Seselj, fonda "Forza Serbia". A dettare la scissione, l'approccio di Seselj e Nikolic sulla firma degli Accordi di associazione e stabilizzazione tra Serbia e Ue. Un primo passo, meglio un primo mezzo passo, verso l'integrazione in Europa. Nikolic si è espresso a favore, contraddicendo la prassi euroscettica dell'Srs, campione dell'antieuropeismo. Di qui la scissione. La lezione: l'Europa affloscia lo sciovinismo. Sotto, l'analisi dell'Osservatorio sui Balcani.
http://www.osservatoriobalcani.org/article/articleview/10120/1/51/
venerdì 12 settembre 2008
mercoledì 10 settembre 2008
Il Caucaso visto dai Balcani
Tutto è nato dal pasticciaccio brutto kosovaro, dicono a Belgrado per motivare l'indipendenza di Abkhazia e Ossezia del sud, le due ex province ribelli georgiane a cui Mosca (finora l'ha seguita il solo Nicaragua!) ha riconosciuto il rango di paesi sovrani. Se l'Occidente non avesse concesso l'indipendenza agli albanesi del Kosovo, se i colloqui fossero stati più ragionati, meno frettolosi e non unidirezionali, il vaso di Pandora dei nazionalismi mondiali non si sarebbe aperto.
La guerra tra Mosca e Tbilisi, per i serbi, può essere un'arma "morale" per rivendicare la titolarità del Kosovo o quanto meno per impedire che Pristina diventi un paese pienamente indipendente. Ora infatti non lo è. Al tempo stesso, però, la Serbia storce il naso davanti alle mosse del tandem Putin/Medvedev. Riconoscendo l'indipendenza di Abkhazia e Ossezia del sud, i russi - pensano a Belgrado, pur non dicendolo - hanno fatto il gioco del Kosovo e legittimato ex post la secessione degli albanesi di Pristina. Un'analisi su Limes online.
La guerra tra Mosca e Tbilisi, per i serbi, può essere un'arma "morale" per rivendicare la titolarità del Kosovo o quanto meno per impedire che Pristina diventi un paese pienamente indipendente. Ora infatti non lo è. Al tempo stesso, però, la Serbia storce il naso davanti alle mosse del tandem Putin/Medvedev. Riconoscendo l'indipendenza di Abkhazia e Ossezia del sud, i russi - pensano a Belgrado, pur non dicendolo - hanno fatto il gioco del Kosovo e legittimato ex post la secessione degli albanesi di Pristina. Un'analisi su Limes online.
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