mercoledì 10 settembre 2008

Il Caucaso visto dai Balcani

Tutto è nato dal pasticciaccio brutto kosovaro, dicono a Belgrado per motivare l'indipendenza di Abkhazia e Ossezia del sud, le due ex province ribelli georgiane a cui Mosca (finora l'ha seguita il solo Nicaragua!) ha riconosciuto il rango di paesi sovrani. Se l'Occidente non avesse concesso l'indipendenza agli albanesi del Kosovo, se i colloqui fossero stati più ragionati, meno frettolosi e non unidirezionali, il vaso di Pandora dei nazionalismi mondiali non si sarebbe aperto.

La guerra tra Mosca e Tbilisi, per i serbi, può essere un'arma "morale" per rivendicare la titolarità del Kosovo o quanto meno per impedire che Pristina diventi un paese pienamente indipendente. Ora infatti non lo è. Al tempo stesso, però, la Serbia storce il naso davanti alle mosse del tandem Putin/Medvedev. Riconoscendo l'indipendenza di Abkhazia e Ossezia del sud, i russi - pensano a Belgrado, pur non dicendolo - hanno fatto il gioco del Kosovo e legittimato ex post la secessione degli albanesi di Pristina. Un'analisi su Limes online.

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